Aromi e bottiglie: la nostra prima avventura da homebrewers (parte 4)

12 dicembre 2011
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(vedi la prima, la seconda e la terza puntata)

Sabato la nostra birra è rimasta in casa a maturare tutto il giorno. A sentirne il profumo sembra che il luppolo Cascade sia ben presente, ma della castagna non si sente più nulla (vedremo al gusto): forse nel mashing rende poco oppure l’abbiamo “coperta” coi luppoli.

Nel pomeriggio abbiamo immesso nel maturatore gli aromi: buccia d’arancia, cardamomo e un cucchiaino di cannella. Tutto sembra andare per il meglio anche domenica e lunedì.

Per imbottigliare abbiamo deciso di aspettare almeno fino al weekend. Il coperchio del maturatore ogni tanto si gonfia leggermente, segno che i lieviti stanno lavorando ancora un po’.

Venerdì abbiamo fatto il primo assaggio. La nostra birra è ancora sgasata (l’anidride carbonica si svilupperà nella rifermentazione in bottiglia). Il gusto, al momento, è ancora acerbo: si sentono molto l’alcol e l’amaro del luppolo Cascade.

E così siamo arrivati a domenica pomeriggio, il grande giorno dell’imbottigliamento. Dopo aver accuratamente sanitizzato il rubinetto, le bottiglie e i tappi iniziamo a riempire le bottiglie; aggiungiamo ad ognuna il misurino di zucchero del priming. Questo servirà a riattivare i nostri lieviti e a rendere la birra frizzante.

Questa fase è delicata perché un eccesso di zucchero trsformerebbe le nostre bottiglie in piccole e davvero pericolose “bombe a mano”. Per la prima volta andiamo con molta prudenza, riducendo il quantitativo di zucchero di circa un quarto rispetto alle dosi standard.

Non tutte le bottiglie sono adatte a contenere l’esuberanza della birra. Vanno bene quelle apposite (meglio se di artigianali) o da spumante/champagne. Quelle da vino e da acqua non sono abbastanza robuste e rischiano di saltare.

Il momento di più grande soddisfazione lo abbiamo quando il tappatore a colonna schiaccia il tappo a corona sull’ultima bottiglia. Sul tavolo resta una brocca con l’ultimo litro di birra troppo opaca per le bottiglie.

Ora dovremo aspettare un mesetto per gustare il risultato “ufficiale” della nostra cotta. Nel frattempo, liberati i recipienti da questa birra “natalizia” ne abbiamo preparata un’altra ispirata alle Irish Stout…

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