Infernot a Tortona: cantina, pasta fresca e pizza sotto le volte di mattoni rossi

30 ottobre 2012
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Tortelli di carciofi, mezzalune di zucca con salsiccia e porcini e dolci. Da bere anche la birra artigianale

Per noi genovesi è una delle stazioni intermedie della Genova-Milano, quella da stare attenti perché certi Intercity la saltano. Per chi ci arriva in macchina Tortona è una sonnacchiosa città padana racchiusa in un guscio di capannoni. Noi ci siamo capitati dopo una giornata a Gavi. Per curiosità, come spesso ci accade di capitare in posti nuovi. Colmo del colmo, di domenica sera. I bar non mancano e un po’ di ragazzi si godono l’ora dell’aperitivo. Posteggiamo a poche decine di metri: lo spazio non manca.

Abbiamo un discreto appetito. Altro che aperitivi e patatine. Facciamo due passi alla ricerca di un ristorantino o di una trattoria: nulla, solo qualche bar e i negozi chiusi. A un certo punto adocchiamo una luce di fronte a noi. Non so dire come, ma a naso ci è sembrata una pista giusta. Ci avviciniamo e troviamo un’enoteca-pizzeria che si chiama Infernot. Che nome strano… la porta è chiusa, bisogna suonare e  la cosa ci lascia un po’ interdetti. Ma fuori c’è il menù (con i prezzi) e curiosiamo con calma. Ok, ci possiamo stare. E abbiamo fame. Suoniamo.

Davanti a noi si apre un bel locale in cui dominano il rosso dei mattoni a vista e i soffitti a volta. L’arredamento è rustico, molto curato. L’atmosfera è accogliente. Ci chiedono se abbiamo prenotato: questa domanda ormai è d’uso. Un tavolino per noi c’è ed è comodo, il che non è scontato. Dopo dieci minuti passano a chiedere le ordinazioni.

La nostra scelta si orienta su un antipasto di salumi, un piatto di mezzalune di zucca con salsiccia e porcini, uno di tortelli di carciofi burro e salvia. Questa la nostra decisione, ma il menù offre anche gli gnocchi al Castelmagno, i ravioli al brasato e non solo. Anche qui aspettiamo un po’. Buon segno: i piatti, infatti, hanno il sapore di una cucina fatta al momento.

Sui secondi, vista la nostra disponibilità economica (i prezzi sono comunque nella media), glissiamo. L’Infernot ha il forno a legna, il che fa sì che non manchino proposte a tema di carne, ma anche di salmone. Ricca e interessante anche la carta delle pizze (magari una volta che siamo di fretta…).

Tra i dolci ricordiamo il salame al cioccolato, la crema catalana e lo zuccotto alle pesche. Ai primi due abbiamo abbinato anche un bicchierino di passito (vino da uve passe, e non un più comune liquoroso). Un’ottima idea. A proposito di cantina: la scelta tra le bottiglie (piemontesi e non solo) è ampia, ma anche qui abbiamo glissato: siamo in automobile, una bottiglia in due è troppo. Preferiamo una birra artigianale (buona la scelta di Busalla e Civale): si tratta della Mervisia, un’ambrata ispirata alle Pale Ale inglesi, ma non troppo amara di Civale.

Foto: by Infernot, da Facebook

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